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GLI USSARI
ESTATE RONCIGLIONESE
SAN BARTOLOMEO PATRONO
MARIA S.S.MA DELLE GRAZIE
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Corse a Vuoto
L'antica cosa dei Barberi ri Ronciglione deriva da quella romana istituita nel 1465 da Papa Paolo II. Sono due i momenti dell'anno in cui si vive questa appassionata corsa di cavalli senza fantino: per il periodo di carnevale e in agosto durante la festa di San Bartolomeo, patrono della città. Nove le scuderie che partecipano con i loro colori e denominazioni: Sant'Anna, Montecavallo, Pace, San Sever, Madonna di Loreto, Case nove, Campanone, Monumento, Fontana Grande.
Il suono a martello del campanone del comune chiama a raccolta le scuderie. La partenza è in piazza della Pace, percorre via Garibaldi oltrepassando Porta Romana proseguendo per via Roma, piazza della Nave fino alla curva del Gricio che immette in corso Montecavallo percorrendo 850 metri. Il Mossiere, il Lascino il Chiappino sono i personaggi essenziali per la buona riuscita della corsa. Il Palio è l'ambito premio conquistato dalla scuderia vincente. La Corsa consiste nel lanciare, liberi tre batterie di nove cavalli opportunamente addestrati, che percorreranno al gran galoppo le vie del centro, guidati unicamente dal loro istinto a superare le difficoltà naturali del percorso.
La Città è divisa in nove scuderie con propri colori, stendardi e costumi.
In gara diciotto cavalli, due per ogni scuderia, si contendono il Palio rappresentato da un artisticostendardo dipinto da vari maestri di pittura.
La partenza viene data in Piazza del Monumento, dal Mossiere, che al momento opportuno, facendo cadere il canapo, tra le urla e gli incitamenti del pubblico, da il via ai cavalli trattenuti a stento dai "lascini". Dopo il via, i cavalli trattenuti a stento dai "lascini". Dopo il via, i cavalli, incitati dalla folla, passano sotto l'arco, attraversano Piazza della Nave, ed affrontano così il momento più delicato della corsa: una curva a gomito e in salita, denominata: "Curva del Gricio".
Ed è proprio in questo punto che il più delle volte si decide la corsa; il gruppo dei cavalli si snoda lungo la ripida salita di Montecavallo, da capo alla quale è situato il traguardo del Palazzaccio.
Momento non meno emozionante è la così detta "ripresa" dei cavalli, che al traguardo vengono ripresi da alcuni responsabili delle scuderie, che li abbracciano al collo, cloccandoli per ricondurli nelle loro stalle.
Le scuderie sono associazioni sportive senza fine di lucro che preparano i cavalli che parteciperanno alle corse a vuoto.
L'iscrizione è aperta a tutti indipendentemente dalla contrada di appartenenza.
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In un ipotetico gioco, in cui rispondendo
a criteri di affinità ideale, si
dovrebbero abbinare alcuni colori
e località geografiche prescelte, le tonalità
che sceglieremmo per Ronciglione
sarebbero senz’altro queste: il
verde intenso, con riferimento alla vegetazione
boschiva dei Monti Cimini,
I’azzurro limpido, come simbolo delle
acque incantevoli del Lago di Vico,
senza tralasciare poi la manciata dei
colori vivaci e festosi dei coriandoli,
espressione dell’allegria che si fa regina
a Ronciglione nel periodo di Carnevale.
Un’euforia, un folklore, una partecipazione
collettiva che hanno reso al
Carnevale di Ronciglione grande fama,
tanto da essere divenuta la capitale
del divertimento della zona. In effetti,
il prestigio e la risonanza del suo Carnevale, uniti alla invidiabile posizione
geografica ed alla generosa ospitalità
della popolazione, hanno incrementato
il turismo ed il benessere di
questa cittadina, in cui si respira davvero
un’aria di modernità e di coesione.
L’assetto urbanistico del paese, le
cui origini sono probabilmente etrusche,
rivela pienamente le vicende
storiche che nel corso dei secoli vi si
sono susseguite. Nella parte alta del
paese, arroccata sul bastione tufaceo,
c’è la Ronciglione medioevale,
raccolta, segreta con i suoi Torrioni,
le vie strette, gli angoli pittoreschi.
Ed è questa parte del paese che
testimonia e racconta gli eventi più
lontani: di quando, nel 1243, la cittadina
fu tolta a Federico II di Svevia, a
cui era affidata, e fu riconsegnata al
Potere Pontificio; o degli anni in cui
Ronciglione fu nelle mani di potenti famiglie
che a quel tempo imperversarono nel Viterbese, i Di Vico e gli Anguillara.
Poi c’è la Ronciglione voluta
dalla nobile famiglia Farnese: ariosa,
piacevole, caratterizzata dall’amenità
dell’architettura rinascimentale, con
le vie diritte ed ampie, la bella Fontana
Grande, l’armonia dell’insieme...
E questa parte del paese fa ricordare
quando la cittadina nel 1537
venne inserita dal Papa Paolo III Farnese
nel Ducato di Castro e Ronciglione,
quella stessa cittadina che dieci
anni prima aveva subito il tragico
saccheggio dei Lanzichenecchi diretti
a violare la Roma papale. Affidata al
duca Pierluigi Farnese, figlio del Papa,
ed elevata al ruolo di seconda capitale
dello stato farnesiano, Ronciglione
vive in questo periodo una vera rinascita,
viene ingrandita, abbellita, e la
sua economia rivive un forte incremento.
Fu il duca Pierluigi a volere
che si creasse un emissario artificiale
nel Lago di Vico, da cui le acque lacustri
fossero riversate nel torrente I
Rio Vicano.
Il 1799 rappresentò un’annata
tragica per il paese, che alla fine della
signoria dei Farnese nel 1649, era
tornata sotto l'egida papale.
lnfatti in quell’anno, in seguito agli
sviluppi politici della prima Repubblica
Romana, che aveva sostituito il millenario
potere temporale dei Papi con
un’amministrazione democratica, anche
la popolazione di Ronciglione si ribella
apertamente, ma la rivolta fu
subito repressa nel sangue dalle
truppe francesi, che spararono sulla
folla provocando la morte di 80 persone.
Inoltre i francesi incendiarono
alcune case del paese; fu durante
questo rovinoso incendio che andò
distrutto l’Archivio Comunale e molti
dei preziosi documenti, che oggi ci
avrebbero illuminato sulla storia più
antica del paese.
Le scuderie sono associazioni
sportive senza fine di lucro
che preparano i cavalli
che parteciperanno alle corse a
vuoto. L’iscrizione è aperta a tutti
indipendentemente dalla contrada
di appartenenza.
Le scuderie sono attualmente
nove. Il 1977 con la costituzione
delle scuderie, la nuova regolamentazione
delle corse e i premi
più consistenti rappresenta per i
ronciglionesi l’anno zero delle corse
a vuoto. Viene modificato notevolmente
lo spirito della corsa dei
cavalli scossi.
Le scuderie garantiscono cavalli
più preparati e allenati.
- La nascita delle scuderie coinvolge,
attraverso l’adesione delle
singole persone ad una delle nove
associazioni,uno spirito di appartenenza
che scatena antusiasmo
e rivalità.
- Le corse a vuoto, diventano
molto più interessanti tanto che in
pochi anni si trasformano in un
evento a livello nazionale con relativa
ricadute turistiche mentre precedentemente
aveva una impostazione
finalizzata a livello locale. Oggi
sono circa ventimila le persone
che vengono a Ronciglione per assistere
alle corse a vuoto.
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